{"id":185,"date":"2008-07-29T17:21:15","date_gmt":"2008-07-29T15:21:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.associazioneivanbonfanti.org\/?p=185"},"modified":"2008-07-29T17:21:15","modified_gmt":"2008-07-29T15:21:15","slug":"ciao-ivan","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/associazioneivanbonfanti.org\/index.php\/2008\/07\/29\/ciao-ivan\/","title":{"rendered":"Ciao Ivan"},"content":{"rendered":"<p>Ciao Ivan,<br \/>\n\u00e8 da qualche giorno che ho voglia di scriverti, di mettere su carta<br \/>\nquesti pensieri. Chiss\u00e0, forse perch\u00e9 sono convinto che in questo<br \/>\nmodo, con queste<br \/>\nparole ti si possa parlare ancora, schiettamente come sempre.<br \/>\nD&#8217;altronde \u00e8 a te &#8211; e solo a te, a pensarci ora &#8211; che ho raccontato<br \/>\nle mie novit\u00e0, le mie<br \/>\nultime vicissitudini, e l&#8217;ho fatto come se di fronte a me avessi un<br \/>\nfratello maggiore a cui confidare tutto: ne abbiamo parlato meno di<br \/>\nun mese fa sul<br \/>\nterrazzo, ricordi? E come sempre tu, serio, dolce, severo, sensibile<br \/>\ncome sapevi essere tu, ma sempre certo di cosa stavi per dire, con un<br \/>\nsorriso pi\u00f9<br \/>\ngrande del solito hai benedetto i miei pensieri, con un sorriso che<br \/>\nequivaleva a una pacca sulla spalla. Non me ne hai date di pacche, ma<br \/>\nquella volta te l&#8217;assicuro, l&#8217;ho sentita lo stesso.<br \/>\n\u00c8 da qualche giorno che ho voglia di scriverti.<br \/>\nConvinto come forse pu\u00f2 esserlo un bambino quando confonde sogno e<br \/>\nrealt\u00e0. Gi\u00e0, la realt\u00e0. Quella stessa realt\u00e0 che ci avverte che non<br \/>\nci sei. Certo, non ci sei fisicamente, soltanto fisicamente, perch\u00e9<br \/>\ntu sei qui, al di l\u00e0 della retorica e delle banali parole.<br \/>\nTu sei qui, come un bambino che ha sempre voglia di giocare, di<br \/>\nbuttarsi nella mischia, di mettersi in discussione, di sorridere e<br \/>\nscherzare, proprio come un gigante buono, proprio come nelle favole<br \/>\nmigliori, anche se il lieto fine stavolta non c&#8217;\u00e8 stato davvero.<br \/>\nCaro Ivan, proprio come un bambino anche io adesso, vorrei che queste<br \/>\nparole che mi scivolano tra le mani fossero intrise di magia, per<br \/>\npoterti trattenere ancora qui, per vederti anche solo bisbigliare con<br \/>\nLaura d&#8217;un amore che merivata ben altro.<br \/>\nVorrei trattenerti qui, ancorato a questa vita che per quanto dura,<br \/>\nsciocca, brutta, assurda da fare schifo, \u00e8 sempre la vita.<br \/>\nAnche oggi mentre eravamo tutti assieme da te, ho pensato a quanto<br \/>\nsarebbe stato bello se nel mezzo di quel silenzio che metteva brividi<br \/>\naddosso, la tua voce fosse riecheggiata con quel tuo modo spontaneo e<br \/>\nvero di salutare, di introdurti in una stanza o di iniziare una<br \/>\nchiacchierata fuori dai soliti schemi, partendo da un nonnulla.<br \/>\nEcco, ho sperato che in quel bosco di silenzio che ci avvolgeva fuori<br \/>\nal tempietto (dannato tempietto!), giungesse il tuo \u00abA reg\u00e0!!\u00bb,<br \/>\ngridato con da dietro un albero, per annunciarci con un sorriso<br \/>\npieno, che era tutto uno scherzo.<br \/>\nCome un bambino mi sono aggrappato a questo desiderio, come fanno i<br \/>\nbambini ostinato che piangono fino all&#8217;estremo pur di ottenere dai<br \/>\ngenitori il giocattolo tanto<br \/>\nagognato. Ecco, proprio alla stessa maniera, ma stavolta &#8211; ahim\u00e8 &#8211; le<br \/>\nlacrime non son servite.<br \/>\nPer un attimo ho immaginato che dapprima un cane, poi un gatto, poi<br \/>\npoco a poco altri animali si avvicinavano al tempietto, per<br \/>\nsalutarti, in silenzio, in quello stesso silenzio dove le lacrime non<br \/>\nhanno trovato voce. E forse c&#8217;erano davvero, tutti in fila, tutti gli<br \/>\nanimali del mondo, anche se nessuno di noi \u00e8 riuscito a vederli.<br \/>\nSe ci penso adesso&#8230; Se ci penso adesso, se ti penso mi dico che tu<br \/>\nIvan, tu sei stato vincitore e vinto.<br \/>\nSei stato vincitore in tutto ci\u00f2 che hai voluto fare, in tutte le<br \/>\ncose che ti hanno visto coinvolto, in tutte le circostanze che hai<br \/>\naffrontato senza mai tirarti indietro, sempre con lo sguardo gettato<br \/>\nsempre pi\u00f9 in l\u00e0 delle cose, quelle cose che agli occhi degli altri<br \/>\npotevano confondersi nella nebbia travestita.<br \/>\nE sei stato vinto.<br \/>\nS\u00ec, sei stato vinto. Vinto come lo \u00e8 chi nelle cose che fa ci mette<br \/>\nil cuore e lascia che il cuore sia sempre vicino ai pi\u00f9 deboli, a<br \/>\nquelli indifesi, quelli che se potessero parlare&#8230; Ecco, tu sei<br \/>\nstato vinto in partenza, proprio perch\u00e9 hai lasciato che prendessero<br \/>\nla tua voce tutti coloro che altrimenti noi non avremmo potuto<br \/>\nascoltare, e non a caso qui, in redazione, sei stato proprio tu a<br \/>\nvolerla cos\u00ec tanto, questa pagina dedicata agli animali.<br \/>\nEcco, ecco perch\u00e9 sei stato vinto, oltre che vincitore: perch\u00e9 a<br \/>\nsconfiggerti \u00e8 stato quell&#8217;amore che dovrebbe prevalere in ciascuno<br \/>\ndi noi, quella sensibilit\u00e0, quell&#8217;altruismo che ti ha fatto re e che<br \/>\n\u00e8 cos\u00ec lontano da queste pareti di mondo.<br \/>\nSei motivo per gridare vendetta al cielo, con tutte le parole possibili!<br \/>\nE nonostante siano state poche le occasioni per conoscerci meglio, al<br \/>\ndi l\u00e0 delle battute strappate al volo per le scale e dei sorrisi<br \/>\nscambiati dopo una pagina chiusa con fatica la sera tardi, adesso i<br \/>\npochi ricordi riaffiorano nella mente e come coltelli mi trafiggono<br \/>\ngli occhi facendomi lacrimare a sangue per il dolore che provo.<br \/>\nCiao Ivan<\/p>\n<p>Ramon<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao Ivan, \u00e8 da qualche giorno che ho voglia di scriverti, di mettere su carta questi pensieri. 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